Chi siamo
Balneabile è un sito indipendente che rende consultabile un dato pubblico che esiste già, ma che di fatto nessuno riesce a trovare.
Il problema che risolve
Il Ministero della Salute pubblica lo stato di 5.023 aree di balneazione in 849 comuni italiani. Il dato è completo, aggiornato e rilasciato con una licenza che ne consente il riuso. Ma il portale che lo pubblica serve tutte le schede da un unico indirizzo, attraverso finestre che si aprono sopra una mappa: non esiste una pagina per il tuo comune, e quindi non esiste niente che un motore di ricerca possa mostrare a chi cerca “si può fare il bagno” seguito dal nome di un posto.
Balneabile fa una cosa sola: prende quel dato e gli dà un indirizzo. Uno per comune.
L’idea editoriale
Il portale ufficiale risponde alla domanda “è balneabile?”. È la risposta giusta ma incompleta, perché tace la data: l’acqua si preleva circa una volta al mese, e quel “sì” può riferirsi a un campione di quattro settimane fa. Su questo sito la data del prelievo sta accanto a ogni riga, con i giorni trascorsi, e ogni area porta il nastro della sua stagione: i prelievi come tacche, i giorni di divieto come blocchi pieni.
Non è una critica al ministero: il ritmo mensile è quello che la legge prescrive. È solo un’informazione che chi entra in acqua ha diritto di vedere senza cercarla.
Chi lo pubblica
Balneabile è pubblicato da Emilio Grimaldi, persona fisica. Non è una società, non è una testata registrata, non è un ente pubblico e non ha alcun rapporto con il Ministero della Salute, con le ARPA o con le amministrazioni comunali.
Contatto: emiliogrimaldi101@gmail.com.
Come si sostiene
Il sito è gratuito e si finanzia con la pubblicità. Gli spazi pubblicitari sono dichiarati come tali e non influenzano in nessun modo i dati mostrati, che vengono presi dal ministero senza selezioni né omissioni. Nessun comune, gestore di stabilimento o ente può comprare una posizione, una correzione o una rimozione.
Cosa non siamo
Balneabile non è un sito ufficiale. Non sostituisce le ordinanze del Comune né le indicazioni dell’ARPA e della ASL. Riporta un dato pubblico e ne dichiara sempre l’età. Un divieto può scattare in poche ore: prima di entrare in acqua fanno fede i cartelli sul posto.
Trasparenza sui limiti
Riteniamo che dichiarare quello che manca valga più che riempirlo. Per questo esiste la pagina metodo, che elenca cosa non scriviamo e perché: le cause dei divieti “per altri motivi”, il significato di certi valori di laboratorio, le otto aree per cui il portale del ministero non restituisce la scheda.