Fonti e licenza
La fonte dei dati
Tutti i dati sulle aree di balneazione vengono dal Portale Acque, testata di proprietà del Ministero della Salute, curata dalla Direzione generale della prevenzione e dalla Direzione generale del sistema informativo e statistico sanitario. I dati che il portale pubblica sono quelli che le Regioni e le Province autonome trasmettono al ministero.
La licenza, e perché questa riga deve esserci
Le note legali del Portale Acque dicono, testualmente:
«Tutti i contenuti del sito sono messi a disposizione con licenza CC-BY 3.0 … i contenuti di questo sito sono liberamente distribuibili e riutilizzabili, a patto che sia sempre citata la fonte e ove possibile — riportato l’indirizzo web della pagina originale.»
La Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia consente il riuso, anche commerciale, e impone l’attribuzione. Per questo la citazione della fonte compare nel footer di ogni pagina di questo sito: non è una cortesia, è la condizione a cui il dato può essere ripubblicato. Chi acquistasse o ereditasse questo sito non deve rimuoverla.
La normativa
I limiti, le classi e le regole di monitoraggio citate nelle pagine vengono dal decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, che attua la direttiva europea 2006/7/CE sulla gestione della qualità delle acque di balneazione. Il testo è pubblicato dal ministero stesso fra i documenti del Portale Acque. Gli articoli e gli allegati che citiamo:
| Riferimento | Cosa stabilisce |
|---|---|
| Art. 2, comma 1, lettera e | La stagione balneare è il periodo fra il 1° maggio e il 30 settembre, salvo eccezioni climatiche |
| Art. 2, comma 1, lettera b | «Permanente», riferito a un divieto, significa della durata almeno di un’intera stagione balneare |
| Art. 2, comma 1, lettera d | L’inquinamento di breve durata non influisce sulla qualità per più di 72 ore circa |
| Art. 6, comma 1 | Le Regioni fissano ogni anno, entro il 31 dicembre, le acque di balneazione e la durata della stagione |
| Art. 7 | La valutazione si fa a fine stagione, sulla stagione in corso e le tre precedenti, con almeno 16 campioni |
| Art. 8, comma 1 | Le quattro classi: scarsa, sufficiente, buona, eccellente |
| Art. 8, comma 4 | Misure obbligatorie per le acque scarse; divieto permanente dopo cinque anni consecutivi |
| Art. 15 | Obbligo per i Comuni di esporre in loco la classificazione e gli eventuali divieti |
| Allegato I | Soglie percentili delle tre classi, distinte fra acque interne e acque costiere |
| Allegato IV | Almeno quattro campioni a stagione, intervallo fra prelievi mai superiore a un mese |
| Allegato A | Valori limite per un singolo campione: 200 e 500 in mare, 500 e 1.000 in acque interne |
Come abbiamo decodificato la classe
Il feed pubblica la classe come un numero, senza legenda. L’associazione fra numero e nome non è un’ipotesi: l’abbiamo ricostruita incrociando tre elementi verificabili.
- L’articolo 8 del decreto elenca le quattro classi in ordine crescente di qualità: scarsa, sufficiente, buona, eccellente.
- L’allegato I le ordina in colonne: eccellente, buona, sufficiente.
- Le icone della mappa del portale, i cui colori abbiamo letto direttamente dai file immagine, sono blu per la classe 1, verde per la 2, gialla per la 3, rossa per la 4, e grigia per tutti gli altri codici.
Di conseguenza: 1 eccellente, 2 buona, 3 sufficiente, 4 scarsa. Ogni altro codice significa non classificata, che non è una quinta qualità: sono 53 aree, e dove la classe manca scriviamo che manca.
Le segnalazioni “analisi fuori norma”
Anche questa non è una nostra elaborazione. Il portale marca alcune aree con un campo apposito e stampa un avviso che dice, testualmente, di aver trovato «analisi fuori norma… con assenza di ordinanza sindacale»; nella legenda della mappa ufficiale sono le «aree analisi fuori norma». Noi ci limitiamo a metterle in elenco, con la data e i valori.
I confini dei laghi: OpenStreetMap
Il Portale Acque pubblica le coordinate di ogni area di balneazione ma non dice su quale specchio d’acqua si trovi: solo 42 nomi di area su 590 lo citano. Per poter scrivere «lago di Como» invece del solo «acque interne» abbiamo incrociato quelle coordinate con i confini degli specchi d’acqua di OpenStreetMap.
I dati di OpenStreetMap sono rilasciati con la licenza Open Data Commons Open Database License (ODbL), che come la CC BY impone l’attribuzione: compare nel footer di ogni pagina, sulle pagine dei laghi e su ogni mappa. Non va rimossa.
Il criterio di associazione non è «il lago più vicino»: è l’appartenenza geometrica. Per ogni punto di prelievo si conta quante volte un raggio attraversa il perimetro del lago; dispari significa dentro. Le isole si escludono da sole.
| Esito dell’associazione | Aree |
|---|---|
| dentro il perimetro dello specchio d’acqua | 476 |
| entro 250 m dalla riva (mediana 19 m, massimo 194 m) | 97 |
| nessuno specchio identificato | 8 |
| senza coordinate nel feed del ministero | 9 |
Le 17 aree rimaste fuori non vengono forzate su un lago: restano descritte come “acque interne”, che è l’unica cosa che sappiamo con certezza. Sono torrenti, invasi minori e punti privi di coordinate.
Il calcolo è stato fatto una volta sola e congelato in un file del sito: durante il
funzionamento normale Balneabile non interroga OpenStreetMap. Gli script che lo rigenerano
stanno nella cartella recon/laghi del codice.
Le province della Sardegna
Il ministero classifica alcune aree sarde usando le province di Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio e Medio Campidano. Le riportiamo come le troviamo: rispecchiare la fonte è più utile che correggerla di nostra iniziativa, perché chi confronta questo sito con il portale ufficiale deve ritrovare le stesse etichette.
Trento e Bolzano
Nel feed sono due voci separate al livello della regione, perché le due province autonome sono le autorità competenti. Nel sito tornano a essere due province del Trentino-Alto Adige: la gerarchia deve essere quella che il lettore si aspetta.
Correzioni
Questo sito non modifica i valori che riceve: stato, classe, date, analisi e ordinanze sono ripubblicati come li trasmette il ministero. Quindi un valore sbagliato qui è sbagliato anche alla fonte, e va segnalato al Comune, alla ASL o all’ARPA competente, che sono i soggetti che alimentano il sistema. Quello che invece è nostro, e che possiamo correggere, sono le aggregazioni: conteggi, medie, attribuzioni a comune e provincia, forme dei nomi. Se ne trovi una sbagliata, scrivici: correggiamo e lo diciamo.